Successo o fallimento?

fotoE ora una riflessione semi seria.
Chi ha visto le puntate televisive, ha letto i libri e visto l'ultimo film, si sarà subito reso conto, nonostante un filo comune, della loro diversità. L'impatto sulle persone è stato diverso da nazione a nazione e in Italia decisamente non ha preso molto piede. Il problema del mancato successo, a mio parere, è legato alla necessità delle persone di capire e incasellare il film in una tipologia nota. Molti collegano la Guida ad un film di fantascienza, ma in realtà non lo è. Non è neppure fantasy o politico, sebbene si possano fare considerazioni in merito. Può essere tutto e niente, in pratica, è quello che vuoi che sia. Credo che si possa apprezzare la trama solo se ci si libera dai condizionamenti, dal desiderio di voler capire o volerci vedere un senso profondo della storia o un collegamento con la realtà in cui viviamo. Si può (evitare di) comprendere se si conosce il significato di non senso inglese.

Il libro o il film lo puoi vedere, leggere o ascoltare, ma non devi attaccarti troppo alla trama perché un secondo dopo è sparita come un gomitolo che vaga nello spazio. È un po' come la questione del 42, molti sono riusciti a trovare un senso matematico, logico, storico, filosofico del perché Adams ha scelto quel numero; tuttavia Adams lo scelse così per caso, senza nessuna dietrologia, per divertimento. Per chi crede al caso la storia finisce lì, per chi crede che il caso non esista, allora Adams è stato inconsciamente ispirato. Ma è stato così realmente? La verità è una sola: non ha nessuna importanza. Si tratta, così come chi discute sulla logicità o meno del libro, della sua storia personale. Storia personale che sarà la medesima per quanti cercheranno, oggi, la domanda fondamentale partendo dal 42.
Se vogliamo dare un senso generale alla storia della Guida, si può solo dire che la Terra è un gran bel computer destinato alla distruzione per una firma sbagliata e su quanto le persone abbiano ancora oggi tanta voglia di scappare senza sapere perché. Si tratta di una visione non poi lontana da chi sa guardare al mondo senza volerlo abbellire a tutti i costi. In fondo, Adams ha dipinto a modo suo l'essere umano e la vita sulla Terra, un po' come ha fatto Stanley Kubrick nei suoi film decisamente più dark.

Si potrebbe dire che il mondo non ha una sua vera storia, ma vive tante e improbabili storie che hanno senso solo nel piccolo e non nel grande. Il desiderio comune di tante persone di voler trovare una semplice risposta al perché dell'esistenza del mondo è una delle più folli utopie e proprio per questo motivo, a mio parere, il numero 42 può essere, paradossalmente, la risposta migliore. Personalmente, dopo circa 35 anni di ricerca personale, ho trovato un senso a quanto accade nel mondo, ma essendo una personale e assurda ipotesi, preferisco tenerla per me. Si potrebbe invece pensare che questo libro non sia la risposta o la domanda alla vita, quanto un invito: se vuoi trovare una risposta alla tua vita dovresti fare un po' come i nomadi o i Tuareg che viaggiano e incontrano diverse persone, essere un autostoppista in pratica, perché è nella condivisione che puoi arricchire te stesso.

Cosa sarà la Guida galattica per l'autostoppista nel futuro dipenderà solo da ognuno di noi e, per questo motivo, il 25 maggio è un'occasione imperdibile per scambiare le proprie opinioni. Che dite?